Il Museo del Futuro, situato sulla sponda destra del torrente Cervo nel tratto in cui attraversa il centro urbano di Biella, rappresenta un esempio di recupero di archeologia industriale dismessa. Commissionato dalla Fondazione Pistoletto nell’ambito del progetto di ampliamento di Cittadellarte, l’edificio ospita le attività dell’ufficioarchitettura e di n.o.v.a.civitas srl, relative alla progettazione e alla commercializzazione di prodotti di architettura sostenibile.


Il complesso architettonico si sviluppa lungo l’asse Nord-Sud parallelo al corso del torrente Cervo ed è costituito da due parti fondamentali: una ottocentesca originariamente adibita a centrale idroelettrica e una più recente, risalente agli inizi del ‘900, destinata all’attività dell’industria tessile. Il progetto di ristrutturazione ha restituito le porzioni di rilevanza storica dell’edificio, ripulendolo dalle superfetazioni degli anni ’50 e ’70.


Tutti i dettagli sono ecologici: le finiture sono di materiali di origine vegetale o minerale, gli elementi costruttivi portanti sono in legno d’abete proveniente da foreste certificate.


L’approccio architettonico utilizzato ha permesso di mantenere intatta la struttura originaria di mattoni pieni, riducendo al minimo il fabbisogno energetico di tutto il complesso architettonico nonostante le condizioni climatiche sfavorevoli, peggiorate dall’orientamento della facciata principale sull’asse Est-Ovest, e lo scarso irraggiamento solare diretto.


L’approccio architettonico della ristrutturazione

ha avuto come obiettivo la realizzazione di una terza pelle naturale, intendendo l’involucro come un nuovo organismo di vita abitativa. Il progetto ha previsto un cappotto interno costituito da pannelli di sughero, un isolamento delle coperture mediante tre strati di fibra di legno a diversa densità, un microcogeneratore per la produzione di energia elettrica e per l’alimentazione di un sistema di riscaldamento e raffrescamento radiante di rame a bassa temperatura, posizionato a parete e coadiuvato dallo sfruttamento passivo dell’energia solare, da un sistema di aereazione naturale e da una copertura piana a giardino.